martedì 17 novembre 2009

Il ritorno in città - Capitolo 2 - L'idraulico


Alzi la mano chi, affrontando una ristrutturazione, è giunto al termine dei lavori senza doversi incazzare come una scimmia urlatrice con uno tra muratore, idraulico, elettricista e falegname.
La mia nemesi è l'idraulico. Il ritardo del ritorno in città è, per buona parte, responsabilità sua.
Come molti nutro una malcelata insofferenza verso chi per due giornate di lavoro ti chiede in pagamento l'equivalente di una mensilità di stipendio. Insofferenza che porta a dire "echecacchio, lo faccio anch'io l'eletticista!" (poi però rimembro le mie difficoltà nel collegare la tv al decoder e al lettore dvd e tutto finisce lì).
Stavolta però tutto è suffragato dalla devastante incapacità dell'idraulico. Come definire altrimenti l'opera di un soggetto che per ben due volte, è riuscito a forare con il trapano le tubature che lui stesso aveva installato? E che dire della dichiarazione di conformità dell'impianto del gas che ha certificato e che poi si è rivelata falsa dal momento che il tecnico della Gesam verificò una perdita? E come tacere, tra le altre cose, del bidet montato a soli dieci centimetri dal muro rendendolo inutilizzabile a meno di non specializzarsi in acrobazie ginniche di rara difficoltà?
Oggi, al culmine di una mattinata non proprio tranquilla in ufficio, nel pieno del pranzo, l'idraulico mi chiama per chiedere il pagamento del saldo. Mai richiesta fu più inappropriata, e gli astanti del bar hanno assistito ad un mio rarissimo attacco d'ira. E' veramente spiacevole dover arrivare a tanto, davvero, ma non pagare è l'unica arma a disposizione per difendersi da questo idraulico, che come da barzelletta, non capisce un tubo. Ora ne abbiamo ingaggiato uno nuovo per rimediare ai danni del precedente. Al confronto sembra l'Einstein dell'idrualica. Nonostante tutto il ritorno in città si avvicina.

lunedì 16 novembre 2009

Il ritorno in città - Capitolo 1 - Prologo

Quattro anni e sei mesi. Non è una pena detentiva ma è il tempo da cui io e famiglia, salvo un paio di rentrèe temporanee, attendiamo di tornare ad abitare in città, tra le care, vecchie e rassicuranti Mura.
Quattro anni passati nella campagna di Pieve San Paolo sono abbastanza e così, quando ad Aprile scorso iniziano i tanto agognati lavori di ristrutturazione della casa che fu di mia nonna, iniziamo il conto alla rovescia. Con il passare dei mesi la fine dell'esilio appare vicina, il traguardo a portata di mano,
In realtà il ritorno in città è una fottuta strada infernale lastricata di buone intenzioni.
Dal bancario all'Ikea, passando per l'idraulico e il muratore, ognuno ci ha messo del suo per ritardare il rientro. E così da tre mesi viviamo in mezzo ad una serie di scatoloni che, ottimisticamente, avevamo iniziato a preparare sin da agosto.
Suddivisa in capitoli, sfalzati temporalmente come in un film di Tarantino, ecco una breve cronaca di questo trasloco in stand by. Se un giorno dovrete affrontare una ristrutturazione e un trasloco, fate tesoro di quanto scritto...

venerdì 13 novembre 2009

La ministronza


Nei giorni scorsi, sulle pagine e sui siti dei principali quotidiani, sono stati pubblicati vari articoli contenenti le attestazioni di solidarietà della classe politica alla ministra Meloni, oggetto di una satira particolarmente feroce.
Perchè parlarne ancora?
Perchè è paradigmatica di come internet abbia cambiato il nostro modo di informarsi e questo non sia stato ancora compreso dalla classe politica. L'ultimo indice di una democrazia di un paese, qualsiasi governo o regime lo comandi, è la libera circolazione dell'informazione e la possibilità per chiunque di accedervi. La vicenda è per questo esemplare.
I fatti. Da un po' di tempo il vignettista Alessio Spataro ha preso di mira per la sua satira la ministra Giorgia Meloni, soprannominata dapprima Mecojoni e poi Ministronza. La cosa passa abbastanza inosservata, senonchè, in occasione della presentazione a Lucca Comics della raccolte delle vignette dal titolo "La ministronza", qualcuno se ne accorge. Il secolo d'Italia, quotidiano di destra, denuncia la greve e offensiva satira di Spataro. Il mondo politico, bipartisan, condanna il vignettista.
Embè, direte voi?
Una quindicina d'anni fa una notizia del genere avrebbe avuto il suo bel trafiletto, la solidarietà del mondo politico, una denuncia per diffamazione, un solerte pretore avrebbe ordinato il sequestro del libro e tutto sarebbe finito lì, senza che la gente capisse granchè.
Oggi, grazie al web, non è più così. Chi si è incuriosito a leggere l'articolo del Corriere della Sera, o più modestamente questo post, basta che apra google digiti "ministronza" e veda con i propri occhi le strisce satiriche incriminate.
Satira pesante, per carità, citando il Secolo d'Italia «la ministronza parla in greve dialetto romano, non si lava, passa tutto il tempo parlando con topi e facendo sesso con suoi ammiratori dediti a perversioni dannunziane». Sarà perchè noi siamo abituati al Vernacoliere ma non mi sembra niente di scandaloso.
Il risultato del j'accuse del Secolo e della solidarietà bipartisan? La satira di Spataro è uscita dalla semiclandestinità di un blog per arrivare alla ribalta nazionale, centinaia di migliaia di cyberutenti hanno visionato le vignette, il libro ha avuto una pubblicità, gratuita, che non si sarebbe mai potuto permettere. Tutta l'Italia sa che la Meloni è soprannominata da qualcuno la Ministronza. Grazie della solidarietà colleghi!
Comunque, non si abbatta troppo la Meloni, almeno qualcuno si è accorto che siede anche lei al Consiglio dei Ministri. Mecojoni!

giovedì 12 novembre 2009

Perchè



Perchè un blog?

Scrivere è sempre stata una passione. A scuola, sia con i temi che nei giornalini d'istituto. Dopo, in quella palestra che è stata la fantastica esperienza dell'associazione Progetto Iride (qualcuno la ricorda?). E poi in racconti che talvolta ritrovo sparsi qua e là in vecchie agende. Infine con l'avvento delle email che, paradosso della modernità, hanno resuscitato gli scambi epistolari.
Ecco cosa sarà Aprile: un libero e anarchico sfogo narrativo di un contabile letterato mancato. Scrivere per raccontare, ricordare, commentare, comunicare su tutto ciò che mi scorre davanti. Sia esso uno squarcio di vita quotidiana, un fatto, un film, una notizia.

Perchè Aprile?
Aprile è la primavera. Aprile è la rinascita. Aprile è il film di Nanni Moretti. Aprile del 1996 fu la speranza di un'Italia diversa. Spezzata.